Lavoro e parità
Marta e Marco
Hanno 25 anni e la stessa laurea. Iniziano lo stesso giorno, nella stessa azienda, con lo stesso stipendio.
Cosa succede nei 40 anni dopo? Scegli tu cosa accade nella loro vita e guarda le due linee: Marta e Marco.
Stipendio al mese, dai 25 ai 65 anni
Cifre prima delle tasse. È uguale per tutti e due.
In Italia, per ogni ora di lavoro, le donne guadagnano in media circa 9 € in meno ogni 100 degli uomini (Organizzazione internazionale del lavoro).
Secondo l'INPS, l'anno in cui nasce il figlio lo stipendio della madre scende in media del 16%. Torna come prima solo dopo 4 anni. Quello del padre, intanto, continua a crescere.
Con "metà e metà", la pausa e il rallentamento della carriera si dividono tra i due.
Circa 1 madre su 5 lascia il lavoro dopo il primo figlio, spesso perché mancano nidi o aiuti.
Il part-time inizia a 32 anni ed è di 3 giorni su 5. Tra le madri che lavorano, 1 su 3 fa part-time; tra i padri, meno di 1 su 25. Molte donne lo fanno perché non trovano un lavoro a tempo pieno.
Quanto guadagnano in tutto, in 40 anni di lavoro.
E nella realtà?
Nelle aziende private, nel 2024, una donna ha guadagnato in media 82,63 € al giorno, un uomo 111,25 € (INPS).
Su 100 € guadagnati da un uomo, una donna ne guadagna circa 74.
La differenza non viene soprattutto da una paga oraria diversa per lo stesso lavoro, ma da meno ore lavorate, carriere più lente e anni di lavoro persi dopo i figli. Secondo uno studio sui dati INPS, 15 anni dopo la nascita di un figlio una madre guadagna in un anno circa il 40% in meno di una donna senza figli.
Cosa si può cambiare
Ogni scelta del gioco corrisponde a qualcosa che le leggi possono cambiare.
- Nidi e scuole a tempo pienoCosì meno madri lasciano il lavoro o passano al part-time. A Bologna è compito anche del Comune.
- Congedo vero per i papàMesi pagati, solo per il padre, che non si possono passare alla madre. Così la cura si divide «metà e metà».
- Stipendi trasparentiDal 7 giugno 2026 una nuova legge obbliga le aziende a dire quanto pagano. Bisogna farla funzionare davvero.
- Meno part-time non sceltoChi vuole lavorare a tempo pieno deve poterlo fare.
- Un salario minimoMolte donne lavorano in settori pagati poco, come pulizie, cura e servizi.
Per chi vuole sapere come funziona
Le regole del gioco
- Marta e Marco partono con lo stesso stipendio. Ogni anno lo stipendio cresce dell'1,2% in più rispetto ai prezzi, come la crescita della produttività prevista a lungo termine dalla Ragioneria dello Stato. Nella realtà le carriere crescono di più da giovani e meno dopo i 50 anni.
- Tutte le cifre sono in euro di oggi, prima delle tasse. I totali contano 13 mensilità l'anno, dai 25 ai 64 anni.
- Paga diversa a parità di lavoro: lo stipendio di Marta è più basso del 9,3%, la differenza oraria media stimata per l'Italia dall'Organizzazione internazionale del lavoro. È una media: comprende anche differenze di mansione, quindi non è tutta discriminazione.
- Figli: nell'anno della nascita lo stipendio di chi si occupa del bambino scende del 16%, poi resta fermo per 4 anni mentre quello dell'altro continua a crescere. Sono i risultati medi di un'analisi INPS sui genitori con il primo figlio nato tra il 2013 e il 2016. Con «metà e metà» il calo e lo stop si dividono tra i due: è un'ipotesi del gioco, non un dato.
- Part-time: Marta lavora 3 giorni su 5 (60% dello stipendio) a partire dai 32 anni.
- Lasciare il lavoro: Marta resta senza stipendio per 3 anni dopo il primo figlio e poi riparte dallo stesso stipendio, senza gli aumenti persi.
Le fonti
- INPS, Consiglio di indirizzo e vigilanza, Rendiconto di genere (febbraio 2026): retribuzione giornaliera media nel settore privato 2024, 82,63 € per le donne e 111,25 € per gli uomini; donne 67,2% dei lavoratori part-time; part-time involontario 13,7% delle occupate e 4,6% degli occupati.
- INPS, analisi sui genitori con primo figlio nato tra 2013 e 2016: calo del 16% della retribuzione della madre nell'anno della nascita e ritorno al livello precedente dopo 4 anni.
- A. Casarico e S. Lattanzio, «Behind the child penalty» (Università Bocconi, dati INPS 1985-2018): penalità di lungo periodo nei redditi annui delle madri di 52 punti logaritmici, cioè circa il 40% in meno, dovuta soprattutto alle settimane lavorate in meno.
- Organizzazione internazionale del lavoro, Global Wage Report 2024-2025: differenza oraria media in Italia del 9,3%.
- Save the Children, «Le Equilibriste» 2026: tra le madri occupate il 32,6% lavora part-time, tra i padri il 3,5%. Circa una madre su cinque lascia il lavoro dopo il primo figlio.
- D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, in vigore dal 7 giugno 2026: recepimento della direttiva europea sulla trasparenza retributiva.
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