Ricerca e università

Porta tu la ricerca al 3%

Su 100 euro di ricchezza che l'Italia produce, solo 1 euro e 40 centesimi vanno alla ricerca. L'Europa punta ad arrivare a 3 euro. La Germania ci è già arrivata.

In questo gioco fai tu il Governo. Prima decidi come spendere per la ricerca. Poi trovi i soldi per pagare, come in una vera legge di bilancio.

  1. Sposta i cursori per decidere dove spendere.
  2. Trova i soldi per pagare le tue scelte.
  3. Leggi il risultato in fondo alla pagina.

Quanto va alla ricerca, su 100 euro di ricchezza 1,40 € cioè l'1,40% del PIL

Per aggiungere 10 centesimi servono circa 2,2 miliardi in più ogni anno. Per arrivare a 3 euro ne servono circa 35: quasi 600 euro a testa, ogni anno.

Ricerca su 100 €1,40 €
Costo all'anno0 euro
Soldi trovatinessuna spesa

Decidi dove spendere

Hai cinque modi per far crescere la ricerca. Puoi usarne uno solo o tutti insieme.

Più soldi alle università

Ogni anno lo Stato dà alle università un fondo per pagare stipendi, laboratori e servizi. Nel 2026 sono 9,4 miliardi. Rispetto all'anno prima il fondo è cresciuto pochissimo (+0,27%), mentre i prezzi sono saliti di più (+1,5% nel 2025). In pratica, con quei soldi le università comprano un po' meno di prima.

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Con circa +1,2% il fondo torna a valere quanto prima dell'aumento dei prezzi.

Un contratto vero per i giovani ricercatori

Più di 25.000 persone fanno ricerca nelle università con un «assegno di ricerca». È un contratto debole: dura poco, dà meno diritti e paga meno. Trasformarlo in un contratto da ricercatore, con più diritti, costa allo Stato circa 31.000 euro in più all'anno per ogni persona.

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Non lasciare a casa chi lavorava ai progetti PNRR

Il PNRR è il grande piano pagato con i fondi europei dopo il Covid. Ha finanziato migliaia di contratti di ricerca che ora stanno finendo. Puoi creare nuovi posti da ricercatore per non perdere queste persone e quello che sanno fare. Ogni posto costa circa 54.900 euro l'anno.

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Quanti siano esattamente i contratti in scadenza non risulta ancora da nessun dato ufficiale.

Più soldi per i progetti di ricerca

Sono soldi messi a gara. I gruppi di ricerca presentano un progetto ed esperti indipendenti scelgono i migliori.

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Meno tasse alle imprese che fanno ricerca

Più della metà della ricerca italiana la fanno le imprese (il 56,6%). Lo Stato può far pagare meno tasse a chi investe in ricerca. Il problema è che alcune imprese incassano lo sconto ma investono poco di più. Quanto funzioni davvero in Italia, nessuno lo ha ancora misurato.

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Secondo te, se lo Stato fa 1 euro di sconto, quanto spende in più l'impresa in ricerca?

L'OCSE è l'organizzazione che riunisce i Paesi più industrializzati del mondo e ne studia l'economia.

Trova i soldi

Ora devi pagare. Ogni scelta toglie qualcosa a qualcuno: sotto ogni cursore trovi a chi.

Non hai ancora speso nulla.

Tagliare i sussidi che inquinano

Ogni anno lo Stato concede 22,4 miliardi di sconti e aiuti che il Ministero dell'Ambiente considera dannosi per l'ambiente. Un esempio: il carburante degli aerei non paga l'accisa, la tassa che invece paghi tu quando fai benzina. Ma una parte di questi aiuti va a famiglie, camionisti e agricoltori.

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Ridurre i bonus fiscali

Detrazioni, esenzioni e bonus fanno pagare meno tasse a molte persone e imprese. Nel 2026 valgono in tutto circa 129,7 miliardi, divisi in 573 voci diverse. Le più grandi sono i bonus per la casa. Una delle più usate è lo sconto sulle spese mediche.

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Togliere soldi all'acquisto di armi

Nel 2026 l'Italia spende per le forze armate circa 33,9 miliardi. Di questi, 13,2 miliardi servono a comprare nuove armi e nuovi mezzi militari: aerei, navi, carri armati, munizioni. Qui puoi spostarne una parte sulla ricerca. Gli stipendi dei militari e le missioni restano come sono.

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Fare debito

Vuol dire prendere i soldi in prestito. È la strada più facile, ma non è una vera copertura: i soldi vanno restituiti con gli interessi, da chi verrà dopo di noi. La Costituzione (articolo 81) chiede che ogni nuova spesa dica come verrà pagata, e le regole europee mettono un limite al debito.

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Il tuo risultato

Sposta i cursori del passo 1 per cominciare.

Dove vanno i soldi pubblici

Nel 2024 Stato, Regioni, Comuni ed enti pubblici hanno speso in tutto circa 1.109 miliardi di euro. Ecco come li hanno divisi, su 100 euro. Tocca una voce per saperne di più.

    Le scelte su sussidi e bonus fiscali non compaiono nella torta: sono tasse che lo Stato rinuncia a incassare, non spese. La ricerca pubblica non ha una fetta sua: è sparsa dentro istruzione, economia e funzionamento dello Stato.

    Come funzionano i calcoli

    Il gioco è volutamente semplice. Serve a capire gli ordini di grandezza, non a scrivere una legge di bilancio.

    Le semplificazioni che abbiamo fatto
    • La ricchezza del Paese (il PIL) resta quella del 2024. Se l'economia cresce, servono più soldi per restare allo stesso livello.
    • Ogni euro dato a università, ricercatori e progetti viene contato tutto come ricerca. È un'ipotesi generosa: una parte del fondo per le università paga anche le lezioni, quindi l'effetto vero è un po' più basso.
    • Le misure funzionano subito a pieno regime. Nella realtà servono anni per assumere persone, far partire i progetti e cambiare i contratti per le armi.
    • Una parte dei soldi per le armi paga anche la progettazione di nuovi mezzi nelle imprese della difesa, che conta come ricerca. Tagliarla può ridurre un po' la ricerca delle imprese. Il gioco non lo calcola.
    • La torta usa i dati del 2024, gli ultimi completi. Le tue scelte vengono aggiunte a quella fotografia come se valessero già quell'anno. I tagli alle armi riducono la fetta della difesa.
    • Nella torta la difesa vale 28,3 miliardi, mentre sopra parliamo di 33,9. Non è un errore: la torta è del 2024 e segue le regole europee, che mettono una parte dei soldi per le armi (quelli del Ministero delle Imprese) nella voce «economia». La cifra di 33,9 miliardi è una stima per il 2026 che li somma tutti.
    • Tutti i costi sono annuali e si ripetono ogni anno. I costi per persona dividono la spesa tra tutti gli abitanti.
    • I costi di contratti e assegni sono stime ricavate dalle tabelle di alcune università (tasse e contributi compresi), in attesa della tabella ufficiale del Ministero.
    Da dove vengono i numeri
    • ISTAT, Ricerca e sviluppo in Italia: spesa 2024 pari a 31,0 miliardi, 1,40% del PIL; imprese 56,6% del totale.
    • ISTAT, conti nazionali (aggiornamento del 22 settembre 2026): PIL 2024 pari a 2.210,6 miliardi. Inflazione 2025 (indice NIC): +1,5%. Popolazione al 1° gennaio 2026: 58.943.000 (dato provvisorio).
    • Eurostat, comunicato del 4 dicembre 2025: spesa per la ricerca nell'Unione europea al 2,2% del PIL nel 2024, Germania al 3,1%.
    • Ministero dell'Università e della Ricerca: Fondo di finanziamento ordinario 2026 pari a 9,415 miliardi; assegnisti di ricerca al 31 dicembre 2024 pari a 25.153.
    • OCSE, progetto microBeRD (Appelt e altri, 2020): in media 1,4 euro di ricerca in più per ogni euro di aiuto pubblico alle imprese; per la Francia 0,34.
    • Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e favorevoli (luglio 2026): 22,4 miliardi di sussidi dannosi nel 2025.
    • Ministero dell'Economia e delle Finanze, Rapporto annuale sulle spese fiscali: 573 voci per 129,7 miliardi nel 2026; bonus casa in calo da 37,9 a 12,4 miliardi entro il 2028 secondo le leggi già in vigore.
    • Eurostat, spesa delle amministrazioni pubbliche per funzione (classificazione COFOG, dati 2024, aggiornamento di luglio 2026): totale 1.109,15 miliardi; protezione sociale 468,1; servizi generali 170,4; sanità 146,1; economia 112,4; istruzione 89,2; ordine pubblico e sicurezza 39,1; difesa 28,3; ambiente 19,8. Pensioni di vecchiaia e ai superstiti (circa il 32,4% della spesa) e interessi sul debito (87,8 miliardi, il 4,0% del PIL) sono separati dalle voci in cui li mette Eurostat. Casa, territorio e cultura sono calcolati per differenza.
    • Osservatorio Mil€x, Annuario 2026 (elaborazione sui bilanci dei Ministeri della Difesa e delle Imprese): spesa militare diretta 2026 pari a 33,9 miliardi; acquisto di armamenti 13,2 miliardi, di cui oltre 3 miliardi nel bilancio del Ministero delle Imprese. La NATO conta per l'Italia una spesa più alta (circa il 2% del PIL) perché include anche voci come pensioni e Carabinieri.

    Trasparenza: lavoro in un ente pubblico di ricerca, l'INAF. Tienine conto quando valuti queste proposte. Hai trovato un errore nei calcoli? Scrivimi.

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