Pensioni e futuro

Tieni in piedi le pensioni

In Italia chi lavora paga, con i suoi contributi, le pensioni di chi ha già smesso di lavorare.

Oggi, ogni 100 euro guadagnati dall'Italia, 15 vanno ai pensionati. Tra 15 anni saranno 17, perché andranno in pensione moltissime persone nate negli anni Sessanta. Poi la spesa scende.

Prova tu. Scegli cosa cambiare e guarda la linea blu nel grafico.

Ogni 100 € guadagnati dall'Italia, quanti vanno alle pensioni

Più persone che lavorano

Aiuta subito.

Donne

Oggi lavora poco più di una donna su due. In Europa, due su tre.

Nel 2050 quante donne lavorano?
Cosa servirebbe?

Asili nido, scuole a tempo pieno, congedi anche per i papà, aiuto per gli anziani di famiglia.

Giovani

Oggi tra i 20 e i 29 anni lavora meno di un giovane su due. In Europa, due su tre.

Nel 2050 quanti giovani lavorano?
Cosa servirebbe?

Scuola più vicina al lavoro, meno contratti precari, uffici per il lavoro che funzionano, case e trasporti che costano meno.

Più persone in Italia

Aiuta, ma più tardi.

Bambini

Oggi nascono pochi bambini: in media poco più di 1 per ogni donna.

Nel futuro quanti bambini nascono?

Cosa servirebbe?

Aiuti per i figli, asili, case per le giovani coppie, lavoro sicuro. Nessuno sa con certezza quanti bambini in più nascerebbero.

Chi arriva e chi parte

Ogni anno arrivano persone dall'estero e partono italiani, anche tanti giovani.

Ogni anno, rispetto a quanto previsto:

Cosa servirebbe?

Ingressi regolari per lavorare, corsi di lingua, lotta al lavoro in nero. E motivi per far restare, o tornare, i nostri giovani.

Lavorare meglio

Aiuta tanto, in 10-20 anni.

Scuola, ricerca, tecnologie

Se si impara di più e le aziende usano macchine e idee migliori, ogni lavoratore produce di più. Il Paese guadagna di più e le pensioni pesano meno.

Nei prossimi anni si lavora:
Cosa servirebbe?

Più ragazzi che studiano fino in fondo, formazione per chi lavora, più ricerca (vedi il gioco Porta tu la ricerca al 3%), imprese più forti.

Le scelte difficili

Qui decidi una legge.

A che età si va in pensione?

Oggi la legge dice: se in media si vive più a lungo, si va in pensione un po' più tardi. Molti vorrebbero fermarla a 67 anni.

Tu cosa scegli?

Quanto vale ogni mese la pensione nuova?

Oggi la legge dice: se si vive più a lungo, i soldi versati vanno divisi su più anni. Così la pensione di ogni mese è un po' più bassa.

Tu cosa scegli?

E un ragazzo di oggi, quanto prenderà?

Chi oggi ha poco più di 20 anni andrà in pensione intorno al 2070. La sua pensione dipende da quanti anni lavora in regola.

Che lavoro fa?
Per quanti anni lavora in nero o resta senza lavoro?

Se l'ultimo stipendio è di 1.000 €, la pensione sarà di circa580 €

Cifre prima delle tasse, per 38 anni di lavoro meno gli anni senza contributi.

Per chi vuole sapere come funziona

Il gioco usa i calcoli ufficiali della Ragioneria Generale dello Stato: lo scenario previsto e le sue simulazioni di cosa succede se cambia una cosa alla volta.

Le semplificazioni
  • Ogni scelta sposta la linea in proporzione alle simulazioni della Ragioneria. Esempio: la Ragioneria ha calcolato l'effetto di circa 36.000 immigrati in più all'anno; con 72.000 il gioco raddoppia l'effetto. Quando si va molto oltre le simulazioni ufficiali, il gioco lo segnala.
  • Gli effetti delle diverse scelte vengono sommati. Nella realtà si influenzano a vicenda.
  • I dati della Ragioneria sono ogni 5 anni, arrotondati al decimo. Tra un dato e l'altro tracciamo una linea retta.
  • Donne e giovani: i punti di occupazione del gruppo sono trasformati in punti di occupazione totale (le donne sono circa metà della popolazione in età da lavoro, i giovani tra 20 e 29 anni circa un sesto). Per i giovani la Ragioneria non pubblica una previsione: partiamo dal dato di oggi.
  • Gli effetti di età e calcolo bloccati sono letti dal grafico della Ragioneria (circa un decimo di punto di precisione).
  • I miliardi sono calcolati sul PIL di oggi (1 punto = circa 22 miliardi); gli euro a testa dividono per circa 59 milioni di abitanti.
  • La pensione del ragazzo usa i «tassi di sostituzione» lordi della Ragioneria per chi va in pensione nel 2070 con 38 anni di contributi. Ogni anno di contributi in meno vale circa 1,4 punti per un dipendente e 1,1 per una partita IVA.
Cosa non c'è in questo gioco
  • Il costo delle politiche necessarie (asili, formazione, integrazione): è molto incerto e non lo mostriamo per non dare numeri inventati.
  • Altre scelte difficili: quanto far crescere ogni anno le pensioni già pagate, i contributi da versare, le uscite anticipate come Quota 103, una pensione minima garantita per i giovani.
  • Le entrate: quanti contributi entrano e quanto mette lo Stato con le tasse. La linea mostra la spesa, come fanno la Ragioneria e l'Unione europea.
Le fonti
  • Ragioneria Generale dello Stato, «Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario», Rapporto n. 27 (2026): scenario nazionale base (Tabella A3.N3), simulazioni su fecondità, immigrazione, tasso di attività e produttività (Tabelle A3.C1-C6), riquadro sui meccanismi automatici (requisiti e coefficienti fermi dal 2026), tassi di sostituzione (Tabelle C e 6.2).
  • Ipotesi ufficiali: fecondità da 1,18 (2024) a 1,44 (2070); saldo migratorio verso circa 166.000 persone l'anno; donne occupate (15-64 anni) 59,2% nel 2050; produttività +1,2% l'anno a regime.
  • Eurostat, 2025: donne occupate 15-64 anni 53,8% in Italia e 66,6% nell'Unione europea; giovani occupati 20-29 anni 47,6% in Italia e 65,5% nell'Unione europea.
  • ISTAT: PIL 2024 pari a 2.210,6 miliardi; popolazione al 1° gennaio 2026 pari a 58,9 milioni.

Le opinioni espresse su questo sito sono personali. Hai trovato un errore? Scrivimi.

Hai un commento su questo strumento o un'idea per uno nuovo? Scrivimi. Trovi gli altri strumenti in Strumenti.